lucecomespari

Dedalus, Masculino, ItáliaÚltima visita: abril 2014

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Sobre mim

"... tutte le escrezioni dell'anima, tutte le malattie della mente, tutto il nero della vita, e lo chiamiamo amore."

[Guido Ceronetti]




mentre salivo il gradino
incontrai uno che non c'era.
non c'era neanche oggi,
vorrei, vorrei che se ne stesse via.




Fin da quando cominciai a riflettere, mi rese sempre felice la canzone che comincia con le parole «tra il monte e la profonda, profonda valle»: la storia delle due lepri che, mentre si sollazzano sull'erba, sono abbattute dal cacciatore, e, quando si rendono conto di essere ancora in vita, scappano via. Ma solo più tardi ho compreso il monito contenuto in quella storia: la ragione può resistere solo nella disperazione e nell'eccesso; occorre l'assurdo per non soccombere alla follia oggettiva. Bisognerebbe fare come le due lepri; quando cala il colpo, cadere follemente come morti, raccogliersi e riprendere coscienza, e, se si è ancora in grado di respirare, scappare a tutta forza. La forza dell'angoscia e della felicità sono la stessa cosa: la stessa apertura illimitata - intensificata fino al sacrificio di sé - all'esperienza, in cui il soccombente si ritrova. Che cosa sarebbe una felicità che non si commisurasse all'incommensurabile tristezza di ciò che è? Il corso del mondo è sconvolto. Chi vi si adatta con prudenza, si rende partecipe della follia, mentre solo l'eccentrico sarebbe in grado di resistere e di imporre un alt all'assurdo. Egli solo potrebbe capacitarsi dell'apparenza del male, dell'«irrealtà della disperazione», e rendersi conto, non solo di vivere ancora, ma dell'esserci ancora vita. L'astuzia delle lepri impotenti riscatta - con le lepri - anche il cacciatore, a cui invola la sua colpa.

Theodor Adorno


Mi hai chiesto cosa credo... Credo che tutti i precetti della nostra morale siano concessioni ad una società di selvaggi. Credo che nessuno sia giusto. Un altro senso vi traluce dietro. Un fuoco che dovrebbe fonderli. Credo che nulla sia finito. Credo che nulla rimanga in equilibrio e che invece ogni cosa vorrebbe sollevarsi sull'altra. Questo è il mio credo; ed è nato con me, o io con esso... A quanto pare io sono nato, senza ch'io ne abbia merito o colpa, con una morale diversa. Mi hai chiesto cosa credo. Credo che anche se mi si dimostra mille volte che, per i motivi in vigore, una cosa è buona oppure bella, io sono e rimango indifferente, e l'unico segno sul quale regolerò il mio giudizio è: se la sua presenza mi abbassa o mi innalza. Se mi desta alla vita oppure no. Se soltanto la mia lingua ne parla o il mio cervello, oppure il brivido che s'irradia fino alla punta delle dita. Ma anch'io non posso dimostrare nulla. E anzi sono convinto che un uomo che cede a questo, è perduto. Si smarrisce nel crepuscolo. Nella nebbia e nelle puerilità. In una noia indistinta. Se tu togli dalla nostra vita l'univoco, non resta che uno stagno di carpe senza carpione. Io credo che in tal caso la furfanteria sia addirittura il buon genio che ci protegge! Dunque io non credo. Non credo, prima di tutto, all'inibizione del male mediante il bene, che rappresenta il miscuglio della nostra civiltà e mi fa schifo! Ma forse credo che fra un po' di tempo gli uomini saranno parte molto intelligenti e parte dei mistici. Forse avverrà che anche ai nostri giorni la morale si divida in queste due componenti. Potrei anche dire: in matematica e mistica. In miglioramento pratico e avventura ignota.

Robert Musil


Questo è il malumore: un segno grossolano, un ricatto indegno. Tuttavia, ci sono anche delle nubi meno definite; tutte le ombre leggere, di origine incerta, che passano sulla relazione, che modificano repentinamente la luce, l'aspetto; tutt'a un tratto ci si trova di fronte a un altro paesaggio, la scena è offuscata da una sottile cappa scura. E allora le nubi non sono più che questo: sento che qualcosa mi manca. Io attraverso fugacemente gli stati d'essere dell'incompletezza, mediante i quali lo Zen ha saputo codificare la sensibilità umana (furyu): la solitudine (sabi), la tristezza che mi deriva dall'«incredibile naturalità» delle cose (wabi), la nostalgia (aware), il sentimento della stranezza (yugen). «Sono felice ma sono triste»: questa era la «nube» di Mélisande.

Roland Barthes


E perciò è destino avere [essere stato... da] cestinato:
Il Dio-Io, la Patria, il Governo, la Tolleranza Intollerante di Stato, la Famiglia, la Paternità, la Prole, il Popolo, la Storia, la Politica, la Fratellanza, il Prossimo, l'Europa, la Costituzione, l'Anagrafe, il Civismo, l'Ontologia, la Didattica, il Progresso, la Dialettica, il Sindacato, il Problema dei Lavoratori, l'Umanesimo, l'Opinionismo, l'Uguaglianza, la Rivoluzione, la Giustizia e l'Ingiustizia, la Responsabilità Sociale, l'Attualismo, la Cronaca, l'Informazione, la Libertà [soprattutto di stampa], la Democrazia, la Scuola Universitaria dell'Obbligo, l'Ottimismo, il Buonsenso Comune, il Condominio, il Pubblico, il Privato, la Solidarietà, l'Altruismo, la Questione Razziale, il Culto dei Morti [seppellire i vivi], la Beneficenza, la Carità, il Dilemma Ebraico, la Volontà, la Fede, la Speranza, l'Utopia, l'Ideologia, la Volgarità dell'Immagine, la Metafisica, il Rispetto del Lavoro, il Contemporaneo, il Verbo, il Senso, l'Espressione, il Pre-scritto Orale, le Parole, il Pensiero, la Memoria, la Disciplina-Interdisciplinare, il Virtuosismo, l'Indisciplina Cieca del Contrario di Tutto Questo.


Carmelo Bene


Goya è il primo grande regista dell'assurdo. Certo, la corte e la città in cui visse vi si prestavano bene. La regina fa sparire la polvere da sparo dell'esercito in guerra contro il Portogallo per non vedere dilapidato il tesoro statale, legittimamente destinato alle commedie e alle opere; la leggenda vuole che il defunto re abbia tentato di violentare il cadavere di sua moglie tra le fiamme dei ceri e i monaci in preghiera. Nelle piazze, si rappresenta l'auto sacramental dell'annunciazione: un San Michele si toglie davanti alla Vergine la cappa nera, scoprendo una fresa per affettare il cosciotto; lei gli offre del cioccolato che lui rifiuta, perché Dio Padre gli ha promesso una paella per pranzo; entra lo Spirito Santo, e i tre personaggi festeggiano il loro accordo con il meno pudico dei fandanghi, davanti agli ambasciatori allibiti. Il Diavolo, come la Vergine, si trova a tutti gli angoli.

André Malraux