Gran concerto,ma "Rock Planet" bocciato.

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Abr 21 2011, 18h22

Sab 9 Apr – Dark Decadence Tour

Sbarca in Italia il Dark Decadence Tour,il nuovo tour degli Hardcore Superstar,in occasione dell'ultimo album "Split Your Lip" uscito lo scorso novembre. Di supporto ci sono i finlandesi 69 eyes e gli svedesi Crashdiet. 3 le date in Italia e ovviamente un po' per comodità,un po' per impegni lavorativi, io, la mia ragazza e un'amica, partiamo per il Rock Planet a Pinarella di Cervia.
Giornata caldissima (28 gradi) e alle 19:30 c'è già un bel po' di gente. Dopo esserci rinfrescati con una birra (per giunta calda), arrivano le 21:00, orario di apertura del locale. La coda sembra procedere senza troppi intoppi e entriamo alle 21:15 e i Crashdiet hanno appena iniziato con un quarto d'ora di anticipo!! Rimango stupito di questa scelta degli organizzatori, vista ancora la fila fuori per entrare.
Il primo brano "Down with the Dust" è una scarica di adrenalina per iniziare al meglio.Martin e soci proseguono con "So Alive" per poi eseguire il primo classico, ovvero "Riot in Everyone", brano cantato ottimamente da Simon e con il pubblico che partecipa calorosamente."Out of Line" e "Like a Sin" aprono le porte alla ballad "Beautiful Pain". A concludere i 40 minuti a disposizione, ci sono "Breakin the Chainz" e l'inno "Generation Wild". Il pubblico applaude calorosamente e saluta i propri beniamini che, nel complesso, sono stati perfetti come opening act.
Un lungo cambio palco (circa 25 minuti) prepara a quelli che sono i co-headliner della serata, ovvero i finlandesi 69 eyes. Il locale inizia a riempirsi e il caldo aumenta a vista d'occhio. Inoltre mi accorgo di questa pedana-pavimento, sotto il palco, cosa inusuale, che non avevo mai visto prima e che sarà la vera pecca di tutta la serata. Dato che siamo posizionati dietro i mixer, sbircio la scaletta della band di Jyrki.
Sono le 22:20 e sul palco salgono i 69 eyes che come intro usano la sigla iniziale di "True Blood", nota serie dedicata ai vampiri. Salgono sul palco Jussi, Archzie, Timo Timo, Bazie e infine Jyrki. I 5 partono con "Devils", brano del 2004, per poi continuare con "Dance d'Amour", cantato un po' meglio (..e con qualche parola sbagliata) rispetto all'ultima volta che li avevo visti. Le ragazzine (molte sono state accompagnate dai genitori) cantano con Jyrki, che già inizia a fare i suoi classici gesti. "Wings & Hearts", "Christina Death" (inaspettata), "Lips of Blood", precedono "Perfect Skin", brano dove la voce di Jyrki non sembra brillare tantissimo. C'è spazio anche per altre due sorprese, ovvero "Still Waters Run Deep", direttamente da "Paris Kill" e interpretata non male, ma soprattutto "Velvet Touch", estratta da "Savage Garden" del 1995, brano che in pochi conoscono, almeno intorno a me. "Betty Blue", "Feel Berlin" (miglior brano di "Devils") coinvolgono il pubblico fino a farlo saltare con la potente "Never Say Die", che personalmente preferisco tanto in versione live. A chiudere la scaletta è "Dead Girls Are Easy". I 69 eyes escono fra gli ingenerosi cori "Hard-core, Hard-core", ma prontissime le fan dei 69 eyes invocano la band di Jyrki, che ritornano dopo pochi istanti. La cosa simpatica è vedere come la gente che chiama a gran voce gli Hardcore Superstar, ora è ad applaudire i 69 eyes… ah,come è strana la gente!
I bis sono affidati alla deliziosa "Brandon Lee", alla stupenda "The Chair" e alla rockeggiante "Lost Boys". Un'ora e un quarto circa di concerto, in cui Jyrki ha fatto letteralmente il bello e cattivo tempo con la voce, ma nulla da dire su Jussi e company, davvero musicisti eccellenti.
Il locale è a dir poco strapieno e per terra si vedono i primi segni (una condensa micidiale). Manca l'aria e dal locale non mettono timbri per uscire, almeno fino alle 2... mah! Decisione che ci lascia senza parole. La gente è stravolta, ma non vede l'ora di ascoltare e gustare lo show dei veri headliner.
Ore 23:55, Vic, Martin, Adde e Jocke salgono sul palco e si scatena subito l'inferno. Ad aprire il set, c'è il primo brano di "Split Your Lip", ovvero "Sadistic Girls" (fra i miei preferiti) il cui ritornello viene cantato a squarciagola da tutti, meno che da Jocke, il quale spesso lascerà cantare il pubblico. "Guestlist" e "Split Your Lip" sono ciò che serve al pubblico, che ha atteso 3 ore per vedere Jocke e soci che spesso userà "Scream for me PinNarella" per incitare i propri fan. La prima chicca della serata è estratta da "Bad Sneakers and a Pina Colada", ovvero il singolo "Liberation", interpretato in una versione molto tirata (ma sarà tutto il concerto così). Senza sosta partono subito "My good Reputation" (il delirio è in atto), "Wild Boys" e la seconda sorpresa, ovvero "Have You Been Around", brano che manda letteralmente in estasi il pubblico e che fa saltare l'intero Rock Planet, al limite della capienza. Ovviamente i quattro sul palco, non ci stanno a rallentare il ritmo e piazzano l'esplosiva "Dreamin' in a casket". Spazio ancora al nuovo album, con "Bully" e la ballad "Here Comes That Sick Bitch", interpretata solo da Jocke e Vic. Terminato il "tempo del lentone", si riparte con "Last Forever", "Bag On Your Head" che serve come test per vedere se il pubblico risponde ancora e il finale con "Last Call for Alcohol", brano ancora più potente dal vivo rispetto al cd. Escono fra tantissimi applausi e vengono subito richiamati fuori a gran voce da tutto il Rock Planet. I nostri non si tirano indietro e salgono sul palco per i consueti bis. Le note di "Moonshine" crescono pian piano fino ad esplodere e Jocke incita ancora a urlare. "We Don't Celebrate Sundays", invece chiude definitivamente il concerto dopo un'ora e quindici minuti. Grandissimi applausi, per una band che in fase live non si smentisce mai e che domina il palco in una maniera spaventosa. Veri e propri animali da palco. Una setlist niente male, anche se sono tagliati fuori album come "It's Only Rock'n'roll" e "No Regrets"... un vero peccato!
Vediamo la gente davvero provata da questa serata, complice un caldo infernale e un locale non all'altezza per un evento di questa portata .Infatti, sia a inizio serata, ma soprattutto dopo, ho avuto modo di sentire molta gente lamentarsi per il locale e per quello che è stato. Un vero peccato, viste le ottime performance delle 3 bands.
In conclusione un piccolo particolare: spesso e volentieri i due fonici dovevano salire su una sedia per guardare sul palco cosa accadesse... evidentemente la pedana-pavimento non è un'ottima idea!
Di certo, difficilmente ritornerò in un locale così.
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solitude
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