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Sporco Impossibile: Annie Hall, Le luci della centrale elettrica, Nohaybandatrio @…
Dez 3 2007, 20h18
Questo inverno romano ha qualcosa di desolato e desolante. C’è poco in giro, non male, ma poco. Ci si ritrova nei soliti numeri scarsi ad affollare come meglio si riesce salette e garage, centri di aggregazione e scantinati. Si pensa a Londra, Berlino, Stoccolma, posti in cui è necessario un Time Out alto come delle pagine gialle per decidere dove andare, una volta usciti di casa. Anche Roma è una di quelle cose che le agenzie di viaggi chiamano capitali europee, ma fa le cose in piccolo; dignitose, curate, nel giardino di casa, consapevoli che meno si è e più larghi si sta. Sporco Impossibile, progetto di management temporaneo con rassegne trimestrali, è una delle diverse realtà romane fresche, genuine e indie per attitudine. Questo per non citare il gusto con cui vengono scelte le piccole band presentate e la bizzarria dei loro accostamenti. Nella puntata di sabato 29, sul palco del Circolo degli Artisti si sono alternati Annie Hall, Le Luci Della Centrale Elettrica e, unici a giocare in casa, i Nohaybandatrio. I bresciani Annie Hall forse hanno poco a che vedere con Woody Allen, forse no. Il film omonimo, per quel che ricordiamo, non ha una colonna sonora troppo rilevante. Il loro live si è giocato tutto sulla distanza, sulle atmosfere dei brevi momenti e delle brevi stagioni tradotte in musica, su un cantato chino e un batterista sotto acidi con delle ali di carta rosa, con un folk-pop di una densità, una leggerezza e un tepore così intensi che da un momento all’altro, davvero, poteva arrivarti alle spalle Diane Keaton e prenderti sottobraccio. L’arrivo di Vasco Brondi, ovvero Le luci della centrale elettrica, è stato annunciato dalla sporcizia postindustriale di un’esplosione di rumore e delay perenni. La parte adolescenziale del pubblico, prevalentemente femminile e sotto il metro e sessanta, si è addensata sotto il palco. Il vomito infiammato e nerissimo di paesaggi urbani di provincia si è riversato ovunque, ricco nei testi (da antologia, come si sapeva) ma povero in tutto il resto. Lo abbiamo abbandonato al secondo brano, ascoltandolo filtrato dalle pareti della seconda saletta. Se Vasco Brondi posasse la chitarra e riposasse le corde vocali, con il giusto supporto musicale Le luci della centrale elettrica potrebbe trasformarsi in progetto spoken word davvero pregevole. Dopo mezzanotte hanno chiuso i Nohaybandatrio, ensemble guidata da Fabio Recchia (basso e chitarra, contemporaneamente), dalle sonorità sperimentali, rumoristiche, free-hardcore e improvvisative. Il suono ostile ma vicinissimo del sax tenore distorto è stato spento subito da un assolo di batteria pieno, ma solo per sguinzagliarlo, di nuovo, subito dopo, libero di muoversi nel consistente set che è seguito, divertente e straniante, come d’abitudine.
Visita la pagina YouTube di Sporco Impossibile per le videointerviste agli artisti coinvolti
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