L'Init è un buco ameno in una città di milioni di abitanti. L'Init è anche una piccola baracca rimessa su per ospitare avvenimenti musicali. L'Init è il massimo che possiamo ottenere in Italia, con la cultura musicale intrisa di forti odori popolareschi e Balcanici. L'Init potrebbe essere, doveva essere, un inizio invece è la fine, è il simbolo di come è ridotto il paese: piccole strutture sconnesse piene di figuranti.
I 65 days of static si muovono troppo su quel palchetto ma ne sentono evidentemente la necessità visto la ristrettezza in cui sono rilegati: non ci saranno i soldi per organizzare concerti degni di tal nome, come da 40 anni a questa parte, ma la perenne crisi ha ormai mangiato anche quel poco di dignità che ci era rimasta, con persone ammassate nel caldo e nel sudore di una notte Romana altrimenti rinfrancante.
Peccato per i troppi passaggi dance/metal, naturalmente scaturiti dalle radici dei quattro sul palco, e per le movenze spesso poco sopra al ridicolo…